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harzilla:

fallen-angel-with-a-shotgun:

dajo42:

if you dont have me on facebook you are probably not missing out on any posts but the comment section is important too lmao

I went to the Renaissance faire dressed as a warrior.  I had a real sword with me, too.  I was standing (in character) next to a sword-fighting ring, where kids of all ages got the chance to pick up a sword and challenge the champion.  Some woman walks by, with her little girl.  The girl starts walking towards the ring, saying she wants to fight.  But the mom pulled her away hella sharply, and was like, “That’s for boys.”  You don’t want to be a BOY, do you?”    And the girl looked around and saw me.  I think she thought I was a boy; I had my hair in a ponytail, and was wearing a hood.  So she comes up to me and asks me, “Do you think girls can be fighters, too?”  And her mom looks like she’s silently gloating.  Like she thinks I’m going to say no.  So I take off my hood, untie my hair so that it flows freely, and kneel before her.  And I’m like, “Milady, anyone can be a fighter.”  I swear, the look on that mother’s face made my day.

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Su Jennifer Lawrence, le tette, la privacy e lo squallore

proust2000:

Non so, penso che tipo potremmo per una settimana rebloggare ogni paio di tette che passa in dash aggiungendo il tag #jennifer lawrence in modo che quelle vere diventino formalmente introvabili.

Io la butto lì, se vi piace l’idea rebloggate…

A QUOTE

A relationship where you can act like complete idiots together is the sweetest thing ever.

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Anonymous said: Cosa pensi della storia Jennifer Lawrence? Non odiavi le tipe che si facevano foto nude?

lalumacavevatrecorna:

con questo ask di te ho capito 2 cose: 1) mi leggi poco e distrattamente, 2) non mi segui su twitter.

io non odio le ragazze che si fanno le foto nude, odio quelle che mi sbattono le foto delle loro parti intime in faccia senza permesso sui social network, perché è una cafonata assurda.

le foto nude PRIVATE non mi riguardano. ne ho fatte anche io, come tante altre ragazze, e se fossi famosa solo al pensiero che potrebbero leakare agli occhi dei peggiori animali del mondo mi sentirei malissimo.

io credo che ogni ragazza che abbia mai avuto una relazione possa capirla, anche se di foto non se ne è mai fatta.

è questione di rispettare la privacy e l’intimità, sessuale o meno, tra due persone, ma in particolare quella della lawrence. cliccando su quelle foto si continua a mancarle di rispetto, e la colpa diventa anche nostra.

quello dell’hacker è un gesto al limite del vile, e la malattia della nostra società si nota dai commenti della gente a riguardo.

chi invece la definisce “troia” è talmente stupido che non merita considerazione. 

p.s. special mention per un mio compagno vile e maiale come poche altre persone al mondo. un tempo mi chiese mie foto nuda, con parecchia insistenza. ovviamente non gliele avrei mandate neanche sotto minacce di morte. alla fine ha trovato altre ragazze che si sono fidate abbastanza da mandargliele, in fondo è sempre stato un coccolone… ebbene, ora questa persona manda in giro le foto di quelle ragazze, che non hanno idea che le abbia mostrate a tutti, compresa me. mi sono sentita mortificata per loro, come se c’entrassi io, anziché dire “be’ dai, io almeno l’ho scampata”.
questo per dire, ancora una volta è un problema di cultura, non solo a hollywood. è un problema di persone che non capiscono dove sbagliano perché la società gli dà alibi in continuazione. “embè? sono state loro a mandartele, la prossima volta non si fanno foto da troie”. come dire “la prossima volta non ti metti la minigonna se non vuoi essere stuprata”.

poi però le foto “da troia” se le guardano, eccome se se le guardano. doppia razione di ipocrisia se poi, come è successo, si mettono a dire che la lawrence è brutta.

non si meritano una figa neanche su youporn, questa è la realtà. non mi stupisce che la maggior parte di questa gente sia sola, incapace di tenersi una donna. compreso il mio compagno citato.

no, questa volta non ce l’ho con le ragazze che si spogliano, per il semplice fatto che se si spogliano in privato nessuno ci deve mettere bocca o occhi. 

ho come la sensazione che si stia perdendo la concezione di ciò che è sacro e nostro e privato, a furia di considerare le donnine nude la norma. non dimenticherò mai la frase del mio compagno quando insisteva per le foto: “ma dai, lo fanno tutte…”. sì, e quando voglio lo faccio anche io, ma non per te. è questo che molti uomini non capiscono, compreso chi leaka le foto e chi le guarda:

che niente di una donna è di vostra proprietà, neanche quelle foto, per quanto rubarle vi faccia credere di sì.

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utensole:

A tiny glimpse into middle age torture techniques.

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Anonymous said: Doc, sono consapevole che io sto alla biologia (biologia?) come Beppe Grillo sta alla politica, ma mi spiega perché se mangi il gelato velocemente ti fa male la testa? È una delle punizioni divine insieme alle mestruazioni, la fatica, il parto e i vegani? Sa, googlarlo mi pesa un po' e nessuno ha mai risposto a questo mio quesito...

kon-igi:

Bastava che tu cercassi il semplice termine di uso colloquiale, ganglioneuralgia sfenopalatina, e scoprire che smetteremo di sentire male per le più svariate cagate solo quando saremo dentro a un loculo.

Comunemente chiamata “spada di ghiaccio”

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daevayasna:

because-healthy-is-sexy:

MelVFitness posted this image on instagram a few days ago with the following caption: 

"Check out my transformation! It took me 15 minutes. Wanna know my secret? Well firstly I ditched the phonewallet cause that shit is lame, swapped my bather bottoms to black (cause they’re a size bigger & black is slimming), smothered on some fake tan, clipped in my hair extensions, stood up a bit taller, sucked in my guts, popped my hip- threw in a skinny arm, stood a bit wider #boxgap, pulled my shoulders back and added a bit of a cheeky “I’m so proud of my results” smile. Zoomed in on the before pic- zoomed out on the after & added a filter. Cause filters make everything awesome.

What’s my point? Don’t be deceived by what you see in magazines & on Instagram. You never see the dozens of other pics they took that weren’t as flattering.” 

http://bit.ly/MVFvoornafoto 

always reblog this.

Reblogged from Pomegranade evolution.
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nipresa:

Ho pubblicato un ebook su Amazon Kindle Store. Come tutti. Si chiama L’isola del Teschio ed è una storia sword and sorcery ambientata nel mar dei Caraibi – con parecchie licenze storiche – alla fine del XVI secolo. Dentro ci sono uno spadaccino senza nome, un capitano pirata che si fa chiamare Amra, mostriciattoli assortiti, un tesoro perduto, un’isola misteriosa e la figlia di un pirata. Sono 47 pagine che vengono via per un euro e spiccioli (devo ancora capire bene come funziona il sistema di prezzi di Amazon, io avevo fissato un euro e poi sono spuntati i tre centesimi). Non ci sono DRM di sorta, quindi nel caso non abbiate un Kindle si può convertire in epub e copiare liberamente. Siccome per qualche misteriosa ragione Amazon.it non consente di vedere l’anteprima degli ebook senza scaricarla, come fa invece Amazon.com, ecco qui sotto il primo capitolo (cliccando qui invece potete leggere anche parte del secondo):

Mar dei Caraibi. Fine del XVI secolo. Lo spadaccino aprì gli occhi e scoprì di essere ancora vivo. Un dolore pulsante al cranio era l’unico indizio di quello che doveva essere successo durante la battaglia. Ora ancora sul ponte della Creedence, seduto contro un parapetto. Provò a portare le mani alla testa per tastare la ferita, ma erano legate dietro la schiena. Avevano perso. A nulla era valsa la difesa: i pirati avevano avuto la meglio. Diavoli in abiti spaiati, bianchi, neri e di mulatti, orecchini grandi come anelli di catene, percorrevano il ponte della Creedence da padroni, curiosando indolenti tra i cadaveri alla ricerca di oggetti di valore. “Cosa sarà di noi, signore?” chiese un mozzo, legato di fianco a lui. Non doveva avere più di tredici anni, il più giovane nella manciata di prigionieri ancora in vita. Lo spadaccino si concentrò su un volto familiare tra i vincitori, affacciato al boccaporto. “Se siamo fortunati ci uccideranno subito”. Nell’aria si diffuse puzzo di piscio. Il ragazzo era impressionabile. “Se sono fortunato io, sul carro dei vincitori c’è un posto per me. Becco Rosso! Becco Rosso!” chiamò. Il pirata chino sul boccaporto alzò la testa. “Becco Rosso! Qua, sono io!” Si voltò versò lo spadaccino: il grande naso adunco era sfigurato da una grande chiazza rossa che debordava sulle guance. Lo sguardo feroce si sciolse in un sorriso di denti neri e spezzati. “Che io sia ancora più dannato di quanto non sono! Vecchio figlio di puttana, che ci fai qui?” “Cerco un lavoro. Credo di essere appena rimasto senza.” “Non perdi mai quella lingua lunga, eh?” “A tua madre piaceva, la mia lingua lunga. Diceva che era almeno il doppio dell’uccello di tuo padre.” Becco Rosso scattò e una spada volò dal fodero alla gola dello spadaccino. Poteva sentirla sulla pelle, come il pungiglione di un insetto. Ci fu un grido, ma fu quello del mozzo. Il sorriso di Becco Rosso si allargò. “Sei sempre freddo come un rettile, italiano.” “Sempre. Quando la mia vita non dipende più da me non c’è motivo di agitarmi.” “Come sei finito a fare la guardia ai tesori del re d’Inghilterra?” “Ho questo brutto vizio di mangiare, loro erano gli unici che pagavano bene e subito.” “Un problema che tra poco non avrai più, non ti preoccupare.” “Se devi uccidermi fallo in fretta, che questa puntura inizia a darmi fastidio. Però non so se ti conviene. La vedi quella là piantata per terra? È la mia spada. È sporca di sangue. Prima che qualcuno mi desse una botta in testa, ho mandato a spalare carbone all’inferno almeno un paio dei tuoi amici. Quindi avete dei posti liberi, no?” “Questa poi! Hai perso e vuoi unirti a noi e magari prenderti una fetta di bottino?” “Non è quello che ho chiesto. Mi basta unirmi a voi.” “Hai la faccia come il culo, italiano”. Becco Rosso allontanò la lama dalla gola dello spadaccino. “Devo parlarne con il capitano. Non allontanarti.” Il pirata se ne andò ridendo e il mozzo iniziò a piangere. Lo spadaccino socchiuse gli occhi. Avrebbe voluto potersi tappare le orecchie o dare due schiaffi al ragazzo. Alla sua età aveva affrontato la morte almeno due volte, con molta più dignità. Becco Rosso tornò. “Bella giocata, italiano. Sei dei nostri.” Il mozzo si agitò e quasi si rovesciò per terra. “Signore! Signore vi prego, prendete anche me con voi, ve ne prego!” Becco Rosso lo squadrò come se non l’avesse mai visto prima. “Di’ un po’ ragazzino… tu non avrai mica ucciso qualcuno dei nostri oggi?” “Io? Io… io no, signore, ve lo giuro! Non so neanche impugnare una sp…” La lama di Becco Rosso scattò come aveva fatto con lo spadaccino, ma questa volta non si fermò al contatto con la pelle. Il metallo passò da parte a parte il collo del ragazzo. Ci fu un gorgoglio, poi il pirata ritirò la lama e il corpo del ragazzo cadde in avanti. “Uccidete anche gli altri,” disse Becco Rosso mentre aiutava lo spadaccino a rialzarsi. Si alzarono grida e pianti, a cui si aggiunsero le grida eccitate dei pirati impegnati nelle esecuzioni. Becco Rosso tagliò la corda che stringeva i polsi dello spadaccino. “Sai Becco Rosso, quel mozzo era in gamba con il coltello. Almeno uno dei vostri l’aveva fatto fuori.” “Lo so. Lo avevo visto anche io. Ma odio gli ipocriti.” Lo spadaccino raccolse la sua spada, nettò con attenzione la lama usando un lembo della camicia. Gettò un ultimo sguardo al cadavere del ragazzo, sotto cui si allargava una pozza di sangue. “Capisco.”
Il protagonista ha ovviamente un grosso debito con Solomon Kane, di cui in passato ho scritto alcune fan fiction, ma non è il personaggio di Robert E. Howard, come dovrebbe essere evidente già da questo passaggio. Però, se mi chiedete che faccia ha, per me è la stessa di Solomon Kane: quella di Joey De Maio. Joey DeMaio05132010666 Allo stesso modo, il mio Amra non è Conan (e non solo perché uno dei due è nero), per ragioni abbastanza evidenti una volta letta la storia. Per l’impostazione della copertina minimalista sono debitore ai suggerimenti di Craig Mod in Reinventare la copertina, un testo gratuito molto interessante sulla funzione delle copertine in un contesto di editoria digitale, che potete anche trovare online in inglese. Ovviamente è possibilissimo che la mia interpretazione di quell’impostazione sia più che fallace, ma non avevo un grafico sotto mano e volevo comunque provare a proporre qualcosa di nuovo rispetto alla solita immagine avventurosa. Nelle mie intenzioni, L’isola del Teschio è solo la prima di una serie di storie con protagonista lo spadaccino. La seconda è già pronta e devo solo preparare l’ebook, le idee per le altre si stanno accumulando. Per qualsiasi commento, sono qui.
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vito:

close-to-the-knives

howtobeterrell:

JUST BECAUSE IM GAY DOESNT MEAN I …

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tastefullyoffensive:

Crazy Ideas That Just Need to Happen Already [via]

Previously: Mind-Boggling Shower Thoughts

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libutron:

The Saiga (Saiga tatarica): on the verge of extinction

Commonly known as Saiga, Mongolian Saiga, and Saiga Antelope, Saiga tatarica (Bovidae) is a very distinctive looking antelope, with a large, proboscis-like nose which hangs down over its mouth.

The Saiga’s nose has a unique internal structure: the bones are greatly developed and convoluted, and the long nostrils contain numerous hairs, glands and mucous tracts. The trunk-like nose of the Saiga is a striking example of an exaggerated trait, assumed to having evolved as a dust filter for inhaled air. In addition, it functions to elongate the vocal tract in harem saiga males for producing low-formant calls that serve as a cue to body size for conspecifics.

Two subspecies are recognized: Saiga tatarica tatarica, and Saiga tatarica mongolica. The nominate subspecies is found in one location in Russia, while the Mongolian subspecies is found only in western Mongolia.

Renowned for its high reproductive potential, the species was thought to be able to withstand even relatively high levels of hunting for its horns - less than 20 years ago, the total saiga population stood at more than one million, and appeared relatively stable. However, intensified poaching pressures during the 1990s, coupled with a breakdown of law enforcement following the collapse of the Soviet Union, caused numbers to plummet to fewer than 50,000 in just one decade – one of the most sudden and dramatic population crashes of a large mammal ever seen.

Currently the Saiga is classified as Critically Endangered species on the IUCN Red List. 

References: [1] - [2] - [3]

Photo credit: [Top: ©Igor Shpilenok | Locality: unknown] - [Bottom: ©Xavier Bayod Farre | Locality: captive at Kölner Zoo, Humboldtkolonie, Cologne, North Rhine-Westphalia, Germany, 2007]

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avianrecon:

All birds look a little raggity when molting, but I think Screech Owls have the hardest molt of all. Hunter and Lucy both look pitiful this time of year - they’ve lost almost all their feather tufts. Thankfully, they’ll have all new feathers soon! #bird #owl #screechowl

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