ecco, dicevamo appunto. Da notare che il bodyguard è più elegante del tizio Morelli qualsiasi, cui magari non hanno spiegato, di nuovo, come ci si veste nelle occasioni istituzionali.
SEEMS LEGIT.
ecco, dicevamo appunto. Da notare che il bodyguard è più elegante del tizio Morelli qualsiasi, cui magari non hanno spiegato, di nuovo, come ci si veste nelle occasioni istituzionali.
SEEMS LEGIT.
Maestro aggredito da un genitore, sindacati all’attacco
ai miei tempi, se la maestra ti sgridava, a casa ti arrivava pure un ceffone.
siamo al surrealismo.
ai miei tempi i miei erano tra gli ultimi che gli incontri con gli insegnanti li prendevano sul serio. i brutti voti erano un incubo da riportare a casa, non lo voglio neanche immaginare cosa sarebbe successo che se gli avessero detto che ero indisciplinata…
Mi chiedo da dove arrivi questa generazione di genitori che essa stessa contesta la figura dell’insegnante.
Io non riuscirei a non fidarmi di un insegnante, o almeno verificherei la sua competenza.
Ma mai potrei dare incondizionatamente la ragione a mio figlio: si sa che quando c’è un conflitto la colpa è sempre di entrambe le parti.Populismo scolastico. L’adagio della pioggia e del governo ladro si estende ad ogni ambito istituzionale ed il risultato è che qualsiasi figura di riferimento ‘educativo’ viene sminuita in automatico fin da subito, rimpicciolendo sempre di più la rete sociale utile e facendo passare il messaggio che in ogni ambito solo il più aggressivo ed il più forte hanno il rispetto degli altri.
Il maestro o la professoressa sono visti come ‘servi del potere’ e al tempo stesso quasi artefici dello sfascio dell’istruzione pubblica: non più come coloro che formano l’adulto del futuro ma dei privilegiati che osano tarpare le ali ai piccoli geni di mamma e papà.
Ogni giorno mi tocca guardarli in faccia ‘ste merde di genitori che continuano a ripetere ‘Mio figlio è speciale!’…
Ma allora se i vostri figli sono speciali com’è che il mondo è pieno di teste di cazzo?
Amen, fratello.
In Italia l’insulto sessista è pratica comune e diffusa. Dalle battute private agli sfottò pubblici, il sessismo si annida in modo più o meno esplicito in innumerevoli conversazioni.
Spesso abbiamo fatto commenti misogini e sessisti - non si nasce antisessisti - e ne abbiamo anche subiti. Considerazioni sul corpo altrui e sul suo uso sessuale e sessuato, allo scopo di intimidire, ridicolizzare e ricondurre alla condizione di oggetto, come critica alle altrui opinioni o come violento rifiuto di ogni manifestazione di soggettività e di autonomia di giudizio, quando espresso da un sesso che non è il nostro.
In Italia l’insulto sessista è pratica comune perché è socialmente accettato e amplificato dai media, che all’umiliazione delle persone, soprattutto delle donne, ci hanno abituato da tempo.
Ma il sessismo è una forma di discriminazione e come tale va combattuto.
A gennaio di quest’anno il calciatore Kevin Prince Boateng, fischiato e insultato da cori razzisti, ha lasciato il campo. E i suoi compagni hanno fatto altrettanto. Mario Balotelli minaccia di fare la stessa cosa.
L’abbandono in massa del campo è un gesto forte. Significa: a queste regole del gioco, noi non ci stiamo. Senza rispetto, noi non ci stiamo.
L’abbandono in massa consapevole può diventare una forma di attivismo che toglie potere ai violenti, isolandoli.
Pensate se di fronte a una battuta sessista tutte le donne e gli uomini di buona volontà si alzassero, abbandonando programmi, trasmissioni tv o semplici conversazioni.
Pensate se donne e uomini di buona volontà non partecipassero a convegni, iniziative e trasmissioni che prevedono solo relatori uomini, o quasi (le occasioni sono quotidiane).
Pensate se in Rete abbandonassero il dialogo, usando due semplici parole: #tisaluto.
Sarebbe un modo pubblico per dire: noi non ci stiamo. O rispettate i generi sessuali o noi, a queste regole del gioco, non ci stiamo.
Se è dai piccoli gesti che si comincia a costruire una società civile, proviamo a farne uno molto semplice. Andiamocene. E diciamo #tisaluto.(Il disegno e il post originali sono di Giorgia Vezzoli. Grazie Giorgia. Il post è stato anche pubblicato da Loredana Lipperini, Lorella Zanardo, Giovanna Cosenza, Sabrina Ancarola, Mammamsterdam, Zeroviolenzadonne, Un altro genere di comunicazione, Ipazia è(v)viva, La donna obsoleta, Laboratorio Donnae, Sud De-Genere,Coppette amore e…, Politica Femminile, Caso mai, Zauberei, Cosmic Mummy, in genere, the new Brix Blog, Mammaeconomia, Donne in ritardo, Valentina Maran, malapecora, Essere Donne, Mente Miscellanea, I Fratelli Karamazov, Anarkikka, Il porto delle nuvole, Considerazioni di una donna, Donne Viola, Sabrina Barbante, Ho fatto il composto!, Carla “conta” e crea).
itcouldbeworseitcouldberaining:
Rosaria Aprea, 20 anni, in ospedale, ritira la denuncia: «Sto male al pensiero che sia rinchiuso»MA COSA
CAZZO
TI DICE
IL CERVELLO?
ci vogliono psichiatri e psicoterapeuti GRATIS a ogni angolo di strada, altro che pulotti, porcodio.
(e a questa non le puoi dire “cretina”, è proprio cogliona dura: e la patria potestà gliela vogliamo togliere a entrambi, cortesemente, e per sempre per evitare che crescano un’altra vittima o un altro aguzzino? Grazie. Precedo i soliti familisti del cazzo, la nonna sembra già una persona meglio, non c’è bisogno di gridare allo scandaloh ofanotrofioh che tanto i bimbi italiani lì non ci vanno comunque)
Sempre a dare il buon esempio, le miss eh…
Sarebbe cosa buona e giusta che chi usa l’orribile termine ‘ambaradan’ scomparisse dalla faccia della terra proprio quando si accinge a pronunciare l’ultima fatale sillaba ( -an(sic!) piuttosto che -am) e fosse delocalizzato, per ucronico contrappasso spazio-temporale, in un luogo ed in una data precisa: nella località di Amba Aradam, a 500 km da Addis Abeba, nel giorno 15 febbraio del 1936 per vedere che cosa significava essere ‘uno dei ventimila etiopi’ che perirono lì in quel giorno, a causa anche del massiccio uso dei gas venefici sparati dal nostro(?) esercito su ordine del generale Badoglio e vedere se gli torna l’uzzolo di pronunciarla di nuovo quella parola.
grazie a: Un Cuore Intelligente
beh, al di là della giusta correzione da nazi-grammar non capisco cosa ci sia di male nell’usarla come sinonimo di enorme casino, guazzabuglio medievale [cit.] destinato a finire male. Un po’ come il *fare un quarantotto* che scherzosamente fa riferimento ad eventi ben drammatici e storicamente anche più gravi. Sono modi di dire ormai entrati nel linguaggio comune. Anzi, perlomeno, una volta spiegati, consentono il perdurare della memoria di quegli eventi.
Vogliamo davvero fare un repulisti (fascista) della lingua? Sarebbe interessante vedere cosa ne rimane…
Pensa se i tedeschi definissero un enorme casino “un marzabotto”
Io non mi scandalizzerei.
In mezzo a tutta la fuffa, questi post qui sono quelli che mi fanno amare Tumblr. Non sapevo dell’origine del termine, grazie.
Tra l’altro i fascisti hanno dato (forse unico piccolissimo pregio) una svegliata alla lingua italiana. O almeno, io mi appassiono a cercare le origini di queste parole (vedi la lotta contro gli anglicismi).
[CUT: taglio tutto altrimenti non legge nessuno]
Il problema é che prima ancora di garantire il diritto di voto bisogna garantire il diritto ad un’istruzione seria, pubblica, laica e PER TUTTI.
mi sono letta anche il resto e immodestamente aggiungo che no, il voto è un diritto che non credo nessuno voglia togliere - sì, scherzo anche io sul fatto dell’esame all’entrata del seggio, ma no joke now - ma il problema ignoranza c’è eccome. E molti ignorano le più basilari regole di grammatica eppure lavorano dietro a scrivanie, non sanno una beata fava di democrazia, Costituzione, liberismo, strategie politiche, storia dei partiti o dal 1950 a oggi in Italia, o in Europa (seh figurati). Quindi ricomincerei lì dove son nati i casini, dalla tv: abbiamo professori a spasso, facciamoli lavorare e rimettiamo a mezzogiorno e alle 20 i programmi di istruzione, Tipo “Non è mai troppo tardi” ma interattivo, coi prof che rispondono a mail e telefonate. In direzione De Mauro e Accademia della Crusca, capi dipartimento gente tipo Umberto Eco, Eva Cantarella e chiunque abbia i meriti e le competenze e si offra gratis per dare una mano. Il più grande tentativo di ri e alfabetizzazione attraverso la tv pubblica.
Sì, lo so: non se ne fa niente. Non ci sono i soldi e blabla. Ma almeno non si dica che non si potrebbe provare a cominciare da lì.
Ci sono i soldi per la TAV e per comprare cacciabombardieri eppure nelle scuole mancano le fotocopie e la carta igienica?
… no, niente, scherzavo.
paradiselostbythedashboardlight:
inspired by this
Where’s Tony Stark?
tony stark is the entire spectrum
WHOA FUCK HITCHHIKER’S GUIDE TO THE GALAXY FUCK WE GOT IN ON A FANDOM POST
Now I want to see Zaphod vs Sheldon.
Vince Zaphod, anche Sheldon ogni tanto dubita.
Favorite Films | 2001: A Space Odyssey (1968)
Daisy, Daisy, give me your answer, do. I’m half crazy, all for the love of you. It won’t be a stylish marriage. I can’t afford a carriage. But you’ll look sweet upon the seat of a bicycle built for two…